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dell'Osservatorio ACCREDIA
"Salute e sicurezza sul lavoro"
1/2012
COMUNICATO STAMPA
Si riducono gli
incidenti sul lavoro, ma deve aumentare lo sforzo delle imprese per
garantire la sicurezza
-8% di
infortuni nel periodo 2009-2011. Aumentate di 7 volte negli ultimi
4 anni le aziende dotate di un sistema certificato di gestione per
la salute e la sicurezza sul lavoro certificato. Indici di
infortunio più bassi per le imprese certificate (27% in meno
per la frequenza e 35% in meno per la
gravità).
Roma, 8 giugno 2012 - Gli infortuni sul
lavoro, secondo i dati Inail più recenti, sono
stati 790mila nel 2009, 775mila nel 2010, 726mila nel 2011 con una
riduzione dell'8% nel triennio. In flessione anche gli incidenti
mortali sui luoghi di lavoro: 1.053 nel 2009, 973 nel 2010, 930 nel
2011 (-11,7%).
Ciò nonostante,
il livello di attenzione deve essere ancora mantenuto su livelli di
guardia. Numerose sono le imprese che continuano ad
avvertire la presenza di fattori di rischio lungo la catena di
produzione, nelle officine e nei cantieri. Il livello di attenzione
deve però essere mantenuto su livelli di guardia. Numerose
sono le imprese che percepiscono la presenza di fattori di rischio
lungo la catena di produzione, nelle officine e nei cantieri.
Comportamenti e manovre
non corrette sul posto di lavoro rappresentano un costante fattore
di rischio per quasi l'80% delle imprese, per il 60%
vi sono pericoli legati all'esalazione di fumi e gas, per
più dell'80% elementi di disturbo possono essere rumori e
vibrazioni. È quanto emerge da un'indagine effettuata dal
Censis e da Accredia - l'ente italiano di accreditamento - su un
campione di 1.000 imprese appartenenti ai comparti più
esposti a fattori di incidentalità: industria, costruzioni e
trasporti.
Cresce la tendenza a
monitorare le potenziali cause di infortuni. L'80%
delle aziende interpellate dichiara di effettuare un monitoraggio
per prevenire eventuali rischi elettrici, rischi da manipolazione
di sostanze pericolose, rischi da carenza di sicurezza sulle
apparecchiature e rischi strutturali. Dall'indagine Censis-Accredia
emerge che lo strumento di gestione della sicurezza più
utilizzato dalle imprese è l'addestramento e l'informazione
dei lavora-tori (34%), mentre circa il 20% si affida a un
consulente esterno, il 19% ricorre a visite di rou-tine del
responsabile interno della sicurezza e il 18% apporta di volta in
volta miglioramenti dove necessario.
Lo scenario però
cambia considerevolmente se dalle enunciazioni di principio e dalle
buone intenzioni si passa alla pratica e all'utilizzo
di strumenti sofisticati di gestione della sicurezza sui luoghi di
lavoro. Forte è l'impressione che presso molte imprese gli
strumenti di prevenzione e di controllo dei rischi siano ancora
piuttosto improvvisati e improntati alla minore spesa
possibile.
Tra i fattori che limitano la diffusione di modelli di efficace gestione della sicurezza e prevenzione dei rischi c'è sicuramente la natura delle imprese italiane, per la maggior parte di piccole e piccolissime dimensioni. Il 70% delle aziende analizzate da Censis e Accredia considera i costi per la sicurezza non facilmente sostenibili, ancorché necessari, e più del 60% giudica le norme sulla sicurezza complicate da attuare, alla stregua di appesantimenti burocratici.
Le aziende dotate di un
Sistema di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro (Sgsl
certificato a norma Ohsas 18001:2007) si dimostrano in grado di
gestire in maniera efficace e vantaggiosa la salute e la sicurezza
sul lavoro. Rappresentano ancora una minoranza del tessuto
produttivo, ma il loro numero è cresciuto di quasi sette
volte negli ultimi quattro anni. Nei dieci anni di applicazione
della norma (la prima versione della Bs Ohsas è del 1999)
l'incremento medio annuo è stato del 50%.
I siti certificati dai
23 organismi accreditati Accredia sono 7.068 a marzo 2012: erano
4.395 un anno fa, 2.363 nel 2010, 1.421 nel 2009, 1.226 nel 2008,
749 nel 2007.
Tra i settori che investono di più nei Sgsl si
registrano 904 imprese nelle costruzioni, installazioni di impianti
e servizi (il 13% del totale dei 39 settori di accreditamento), 806
aziende di trasporti e logistica (11%), 709 società di
servizi professionali (10%) e 633 di produzione e distribuzione di
energia elettrica (9%). Metallurgia, chimica, produzione elettrica
e ottica e commercio coprono tra il 6% e il 3% delle
certificazioni. Gli incrementi più rilevanti nel biennio
2011-2012 hanno riguardato il commercio e i trasporti (+200%), i
servizi professionali e di intermediazione finanziaria
(raddoppiati).
Dal punto di vista di
molte imprese, soprattutto medio-piccole, certificare il sistema di
gestione a norma Ohsas è sicuramente impegnativo, ma i fatti
dimostrano che è un processo premiante, tale da
produrre vantaggi già nel breve periodo: riduzione dei costi
della «non sicurezza» legati a incidenti e infortuni,
esonero dalle responsabilità amministrative di cui al D.lgs.
231/2001 in virtù del D.lgs. 81/2008, strumenti di
semplificazione Inail come gli sconti sui premi assicurativi dal 7%
al 30% in funzione del numero di lavoratori e il sostegno economico
alle aziende che vogliono certificarsi presso un organismo
accreditato da Accredia.
Il Sgsl costituisce
anche un investimento con ritorni misurabili nel medio-lungo
periodo: capitalizzazione di competenze e di cultura delle
risorse umane con l'attivazione di comportamenti proattivi,
miglioramento della cultura gestionale e delle prestazioni in
termini di produttività, flessibilità e
capacità di innovazione e di risposta alle sfide del
mercato.
L'efficacia dei Sgsl
per diminuzione del fenomeno infortunistico e tecnopatico è
stata rilevata anche dall'Inail. Le imprese
certificate con il sistema di gestione Ohsas 18001 presentano
indici di infortunio decisamente più bassi di quelle non
certificate, in media del 27% in meno per la frequenza e del 35% in
meno per la gravità. Nei diversi settori sono stati
registrati valori in calo nel triennio 2007-2009 tra il 6%
(metallurgia) e il 64% (tessile) per la frequenza degli incidenti,
e tra il 18% (metallurgia) e il 73% (legno) per la gravità.
Riduzioni significative hanno riguardato l'industria mineraria
(-43% e -51% rispettivamente), le costruzioni (-33% e -42%
rispettivamente) e la chimica (-26% e -45% rispettivamente).
Attraverso opportune
strategie e incentivi mirati, potranno affermarsi migliori modelli
di gestione e controllo dei rischi in una platea più ampia
di imprese rispetto a quella attuale.
Su tali aspetti molto
può essere fatto sia dalle istituzioni pubbliche, sia dagli
stessi organismi di certificazione.
«Siamo consapevoli che il Paese non può
permettersi un calo di attenzione riguardo alla prevenzione contro
i rischi da infortuni, né dal punto di vista etico né
in termini economici - dichiara Federico Grazioli presidente
Accredia - e dobbiamo tutti impegnarci per
individuare misure per la riduzione del fenomeno infortunistico che
superino la logica dei controlli e delle sanzioni. Le
certificazioni dei sistemi di gestione per la salute e la sicurezza
sul lavoro rilasciate sotto accreditamento - sottolinea Grazioli -
sono strumenti a disposizione delle imprese che si sono dimostrati
efficaci e di cui Accredia è in grado di garantire la
corretta applicazione, attraverso l'attività degli organismi
accreditati, a partire dalla qualificazione degli ispettori, fino
alla qualità delle verifiche da essi condotte. È
nostro obiettivo prioritario diffondere la cultura della sicurezza
ed essere un punto di riferimento per le istituzioni, gli organismi
accreditati, le imprese e i lavoratori».
«In un contesto produttivo frammentato come il nostro - ha detto Giuseppe De Rita, presidente del Censis - per molte imprese è difficile concentrarsi e investire su elementi che vanno oltre l'aspetto dell'efficienza e della ricerca di nuovi mercati. In questa logica, la sicurezza sui luoghi di lavoro rischia di assumere un ruolo marginale, anche se negli ultimi anni sono stati fatti molti passi in avanti. Eppure è noto che un'impresa attenta alla sicurezza dei lavoratori è anche un'azienda più efficiente della media perché spinta a razionalizzare i processi interni e a monitorare costantemente i fattori di rischio. È per questi motivi che occorre continuare a battere su questo tema - ha continuato De Rita - agevolando l'adozione di sistemi di gestione per la sicurezza sul lavoro con programmi ad hoc ed eventualmente con incentivi soprattutto a sostegno dell'impresa minore. La diffusione di una più profonda cultura della sicurezza rappresenta a mio parere il vero salto di qualità che il tessuto produttivo dovrebbe compiere, il che significa che in un Paese di localismi d'impresa, di distretti produttivi e di reti lunghe e corte sparse per il territorio, la gestione della sicurezza non dovrebbe neanche più essere un fatto limitato alla singola impresa, ma un processo di filiera che coinvolga le fasi a monte e a valle di ciascuna azienda».
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| Titolo | Osservatorio ACCREDIA "Salute e sicurezza sul lavoro" 2012 |